E’ profondamente sbagliato ritenere che gli interventi di chirurgia estetica si possano eseguire a tutte le età.

Il corpo umano passa attraverso profondi cambiamenti dalla nascita sino all’età adulta ed è fondamentale rispettare i vari passaggi di mutamento fisico che si associano sempre anche a profondi cambiamenti psicologici.

Come chirurgo estetico sento il dovere di affermare che gli interventi non si devono considerare prima che il paziente abbia raggiunto la maggiore età e spesso è opportuno rimandare ulteriormente, poiché età anagrafica ed età psicologica spesso non coincidono.

 

E’ cruciale che al di la di avere raggiunto i 18 anni, la paziente dimostri una reale maturità tale da considerare l’intervento non come un gioco o uno sfizio da condividere con le amiche, ma bensì come un importante atto medico cui si associano rischi e soprattutto modifiche tali che in assenza di una visione adulta e seria porterebbero ad una sindrome dismorfica, ovvero ad una difficoltà a gestire il cambiamento corporale dal punto di vista mentale.

 

E’ importantissimo che genitori e chirurgo estetico lavorino a stretto contatto, quando il paziente è molto giovane. Entrambi non lo devono assecondare né tantomeno contrastare solo per partito preso: in sintesi si deve avere una grande capacità di ascolto.

In giovane età solitamente si è poco propensi ad ascoltare i propri genitori, per questo il chirurgo estetico deve assumere il ruolo di amico e di fratello maggiore, per potere consigliare ed informare il giovane paziente su tutti gli aspetti, chirurgici e non, legati all intervento.

 

Durante la visita spesso è opportuno che i genitori non siano presenti, perché in loro presenza il paziente si potrebbe chiudere evitando di aprirsi completamente, non evidenziando i veri problemi che vuole affrontare.

Molte volte amici, fidanzati e tutto il mondo che orbita intorno al mondo degli adolescenti influenza le decisioni dei ragazzi.

Durante questo periodo è sempre presente un confronto conflittuale con il proprio corpo e ritenersi brutti o essere ipercritici nei confronti del proprio fisico rientra nel normale processo di maturamento.

 

In questa fase non è indicato intervenire chirurgicamente perché i ragazzi devono affrontare e superare questa delicata età senza la sala operatoria altrimenti si rischia di comprometterne il normale sviluppo psicofisico. In molto casi, anche se molto giovani, i pazienti sono invece molto maturi, hanno i piedi ben piantati per terra e idee molto chiare.

 

In questo caso l’intervento di chirurgica estetica può essere preso in considerazione, sempre che i genitori creino le condizioni di supporto psicologico che ne rafforzino il risultato ed il percorso.